giovedì 9 marzo 2017

Consiglio del Giorno: Le Diecimila Lame della Vendetta





Titolo del libro: Le Diecimila Lame della Vendetta
Autore: Shanmei
Casa editrice: Selfpublishing
Genere: Fantasy/racconto breve
Formato: solo digitale
Data di pubblicazione: 27 febbraio 2017
Numero di pagine: 22
Prezzo ebook: 1,50 cent







Trama:

Introduzione:
I cantastorie itineranti cinesi erano soliti raccontare storie fantastiche e bizzarre sul loro cammino, un po' edificanti, un po' polemiche solitamente con i ricchi e con il potere. La storia che leggerete è una di quelle. Può la vendetta corrompere l'animo di una valente guerriera? Non sempre vendetta e giustizia coincidono, e la coraggiosa Liu Lun dovrà scoprirlo. Ambientata nella Cina dell' imperatore Kangxi, (Pechino, 4 maggio 1654 – Pechino, 20 dicembre 1722) una storia di coraggio, lealtà e amicizia.

Sinossi:
Cina Meridionale. L’esilio è duro per chi vede la propria famiglia caduta in disgrazia per un’ accusa infondata. La morte dell’anziano genitore spinge così Liu Lun, assieme alla sua fidata Tang Guo, e al suo cavallo parlante Yin a lasciare la sua casa alla volta di Pechino. Vendicarsi degli antichi nemici di suo padre e ristabilirne la memoria è il suo solo scopo. Ma la vendetta è davvero l’unica strada da percorrere?

L'autrice:
Sono nata a Milano alla fine degli anni ’60. Dopo studi universitari, ho iniziato a occuparmi di libri e editoria. Dal 2010 pubblico in antologie varie racconti surreali, buffi, un po’ pop. Ho scritto poi negli anni novellette, romanzi e racconti (specialmente flash fiction) ancora inediti e alcuni in via di traduzione.
Sito del libro o dell’autore: https://iraccontidishanmei.wordpress.com/
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/Shanmei-175021610997/


Citazione estratta dal libro:
(Incipit)

L’ora della tigre* volgeva alla fine. Pioveva da giorni in quell’angolo sperduto della Cina Meridionale. La tristezza e la malinconia dell’esilio ricopriva ogni cosa in quella casa umile ma dignitosa. I mobili di legno di rosa, gli arazzi alle pareti, l’altare degli antenati, in osservanza a precetti e tradizioni che non erano proprie della famiglia. Loro erano mancesi non cinesi, e lo si capiva da tante piccole cose dell’arredamento, dei vestiti, del modo di pensare e da un certo
orgoglio che velava i loro discorsi come le gocce di pioggia che cadevano fuori nel piccolo giardino di bambù.
Il sole stava per sorgere, nella foschia fluttuante del primo mattino e i servi della casa si muovevano come ombre dando inizio ai lavori della giornata. Non era la povertà che coloriva di toni cupi quella casa, non era estrema, sebbene si notasse paragonata all’estrema ricchezza che la famiglia godeva a Pechino, prima che cadesse in disgrazia. Il capofamiglia Yeh Lun era stato un personaggio illustre della corte, funzionario da generazioni e consigliere fidato dell’Imperatore.

(* L’ora della tigre comprende due ore le quattro e le cinque di mattina. )

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