venerdì 3 marzo 2017

Opinione: Il Conte Di Montecristo, di Alexandre Dumas

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Nel febbraio del 1815, a Marsiglia, il marinaio Edmond Dantès viene falsamente accusato di bonapartismo e arrestato nel giorno delle nozze, alle soglie di una brillante carriera navale. Durante la prigionia nel castello d'If, uno scoglio in mezzo al mare, affina un odio feroce per gli autori della sua rovina e, quando l'amicizia con un altro prigioniero gli procura l'evasione nonché un favoloso tesoro, ne farà lo strumento di una vendetta grandiosa e spietata. Le mille identità che il conte assume per preparare la trappola ai suoi nemici, i suoi viaggi, gli avvelenamenti, gli intrighi, le scomparse, i ritorni: questo grande fiume creato dalla penna infaticabile di Dumas sa far voltare pagina come pochi altri, con la stessa urgenza con cui i lettori di due secoli fa aspettavano l'uscita della puntata successiva.

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Un classico da leggere, inutile dire altro.
Non sapevo nulla prima di buttarmi tra le sue numerose pagine. Non ho mai visto un film e avevo sentito qualcosa di molto vago sulla trama, ma mi incuriosiva moltissimo. Grazie alle Swappine, compagne di lettura, mi sono buttata e lentamente sono riuscita ad arrivare alla fine....e devo ammetterlo, a parte alcune parti più lente, in generale merita davvero molto!

Dumas è straordinario, ha creato un mondo enorme racchiuso in così "poche" pagine.
Una storia d'amore e vendetta.
Il nostro protagonista è un giovane marinaio che, tornato a casa, vede la possibilità di realizzare i propri sogni. Un lavoro che gli sta aprendo le porte, una famiglia che lo ama (il padre) e una fidanzata che vuole sposare al più presto. Ma tutto va a rotoli per via di persone invidiose e che vogliono ottenere i suoi meriti.

Infatti poco prima delle nozze viene arrestato e mandato in un isola prigione, ma innocente delle accuse. Il magistrato che lo deve seguire è giovane e lo abbandona a se stesso, così si ritroverà solo e dimenticato in quella prigione.


 In quel luogo incontrerà un personaggio interessante, un "vicino" si cella che, avendo scavato un tunnel sotto il pavimento, permetterà ai due di comunicare e farsi compagnia. Lo istruirà durante gli anni di prigionia, spiegandogli i suoi piani di fuga che però si stanno arenando visto la vecchiaia che avanza. Gli rivela come raggiungere il suo tesoro nascosto e come scappare, cosa che però non riuscirà a fare ma Edmond approfitterà della sua morte per prendere il suo posto come cadavere e fuggire, così da portare a termine la sua vendetta verso sonoro che gli hanno rubato la vita.


Grazie alla scoperta del tesoro del suo amico e mentore, potrà iniziare la caccia alla verità e mettere insieme i nomi dei nemici, iniziando a tessere una enorme ragnatela per riuscire a catturarli e farli crollare.

Geniale è poco! Un romanzo straordinario che merita di essere letto almeno una volta nella vita.
Scritto molto bene e ricco di sfumature, anche se alcuni capitoli sembrano pesanti alla fine si comprende sempre il perché di quella sotto trama, che arricchisce la storia.
Da leggere!

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