mercoledì 5 aprile 2017

Opinione: Fine Turno (Bill Hodges 3), di Stephen King

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 In un gelido lunedì di gennaio, Bill Hodges si è alzato presto per andare dal medico. Il dolore lo assilla da un po' e ha deciso di sapere da dove viene. Ma evidentemente non è ancora arrivato il momento: mentre aspetta pazientemente il suo turno, infatti, Bill riceve la telefonata di un vecchio collega che chiede il suo aiuto, e quello della socia Holly Gibney. Ha pensato a loro perché l'apparente caso di omicidio-suicidio che si è trovato per le mani ha qualcosa di sconvolgente: le due vittime sono Martine Stover e sua madre. Martine era rimasta completamente paralizzata nel massacro della Mercedes del 2009. Il killer, Brady Hartsfield, sembra voler finire il lavoro iniziato sette anni prima dalla camera 217 dell'ospedale dove tutti pensavano che sopravvivesse in stato vegetativo. Mentre invece la diabolica mente dell'Assassino della Mercedes non solo è vigile, ma ha acquisito poteri inimmaginabili, tanto distruttivi da mettere in pericolo l'intera città. Ancora una volta, Bill Hodges e Holly Gibney devono trovare un modo per fermare il mostro dotato di forza sovrannaturale. E a Hodges non basteranno l'intelligenza e il cuore. In gioco, c'è la sua anima.

Dopo Mr. Mercedes e Chi perde paga, King ha scritto l'atteso capitolo conclusivo della sua trilogia poliziesca, nella quale l'autore, come ci ha ormai abituato, combina il suo impareggiabile senso della suspense con uno sguardo lucidissimo sulla fragilità umana.
Dalla trilogia di Bill Hodges sarà tratta una miniserie TV diretta da Jack Bender, il regista di Lost e Under the Dome.

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Dopo parecchio tempo dai precedenti, riprendo in mano questa trilogia per chiuderla e sapere come finisce. Ritroviamo i nostri protagonisti a distanza di anni, con l'agenzia investigativa che procede bene, ma....eh si, c'è un MA. Bill non si sente bene e scoprirà che quello che credeva un banale mal di stomaco è qualcosa di molto più serio. 
Nel frattempo però non gli è concesso di riposare, perchè il suo vecchio collega Pete lo contatta per chiedergli un parere in un caso di omicidio-suicidio, dove una delle due vittime è stata ridotta in stato tetraplegico dall'Assassino della Merchedes. Sembra che la madre abbia ucciso la figlia, prima di suicidarsi, eppure qualcosa non quadra. La partner di Pete non è d'accordo e tenta in ogni modo di far cadere qualsiasi altra ipotesi, ma Holly e Bill trovano prove che potrebbe non esser così semplice come si crede. 

L'ombra di Brady non ha ancora abbandonato Bill, che lo ritiene in qualche modo colpevole della stuazione. Nel frattempo in città accadono sempre più episodi strani che porteranno le indagini a scavare nel passato e a far capire ai due che non è ancora finita. 

Durante il romanzo leggeremo attraverso varie persone, tra cui Bill e Holly, in particolare, ma anche Brady torna e scopriremo di più riguardo a lui durante gli anni trascorsi in ospedale.
Piuttosto scorrevole, qui si sente maggiormente la presenza di King e della sua mente per come procede la storia. Non un classico Thriller come i precedenti, ma si espande verso altre tematiche più oscure e misteriose. 
Speravo in qualcosa di simile ai precedenti, non così staccato dalla trilogia (come tematiche) anche se i contenuti sono correlati. 
Se avete letto i precedenti andate avanti e chiudete la storia.

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