mercoledì 7 giugno 2017

Intervista "Cavie - Cellule Dormienti" di Serena Baldoni

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Ci vogliono cavie,
ci vogliono schiavi,
ci vogliono muti e ciechi,
arrendevoli, sordi e invisibili,
ci vogliono dei dormienti.
 

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Oggi intervisterò l'autrice per parlarvi di questi Racconti Romanzati, particolari ed interessanti.
 
 
- Da dov'è nata l'idea per questo romanzo?
L'idea per Cavie-Cellule dormienti è nata da alcune ricerche, soprattutto da tematiche che non vengono prese in considerazione dalla maggior parte delle persone che le ignorano o preferiscono non sapere...

- Il romanzo è diviso in molte parti, ognuna con un argomento centrale. Come mai hai deciso di strutturarlo in questa maniera?
L'idea alla base di Cavie non era propriamente un romanzo, avrei certamente potuto renderlo più tale e in seguito lo farò, questa versione è nata con la consapevolezza di una comprensione da parte di pochi lettori, informativa, con esili parti romanzate.

- Ci sono molti temi delicati e problematici tra le pagine: è tutto vero?
Ogni tema affrontato è frutto di ricerche proposte come veritiere, documentate, ma che lasciano come sempre accade anche un margine di dubbio, in cui ognuno potrà decidere cosa cogliere e cosa invece screditare.

- La storia è ambientata nel nostro futuro, neanche tanto lontano dal presente. Credi davvero che possa succedere quello di cui parli?
Credo che questo particolare momento storico in cui viviamo non sia poi tanto lontano dagli elementi di fantasia descritti in Cavie, ovviamente però il testo presenta delle estremità che non prevedo avvengano in un futuro immediato, ma la realtà dei microchip è già alle porte e sono già stati testati i primi volontari durante un congresso recente a Milano, quindi tutto è possibile.
Il futuro prevede migliorie tecnologiche che allo stesso tempo potrebbero essere utilizzate impropriamente

- Abbiamo una sola voce narrante: Kaisy Mairres, una donna forte ed indipendente, senza paura.
Come l'hai creata?
Ho creato Kaisy come esempio di forza e determinazione rifacendomi ai grandi personaggi del passato, gli stessi che hanno sacrificato la propria vita sposando una causa pericolosa, lastricata di minacce potenzialmente letali, in favore della verità.
Potrei citare gli stessi Falcone e Borsellino, come ogni altro forte spirito messo a tacere per non risvegliare la coscienza comune.

 Ha qualcosa di te oppure qualcosa che vorresti avere?
La protagonista possiede la mia stessa filosofia di pensiero, "spingi la mente dove la massa non osa". Ciò che vorrei possedere di Kaisy è lo stesso indomito coraggio.

- Vuoi dare qualche indizio per incuriosire i lettori?
Cavie rappresenta una presa di coscienza e si allontana da un consueto romanzo, per cui chi intende avvicinarsi ad esso dovrà farlo con una mente spalancata al possibile e con una sete di conoscenza da colmare.

- E' un romanzo particolare, per il modo in cui è strutturato.
Cosa diresti per convincere qualcuno a leggerlo?
Contrariamente a quanto farebbe un autore non voglio invogliare nessuno ad addentrarsi in Cavie senza prima essere disposti a rivedere tutti i concetti base delle proprie idee e conoscenze, ragion per cui consiglio questo piccolo volume soltanto, come detto in precedenza, a chi possiede ancora la voglia di analizzare e prendere in considerazione diverse spiegazioni logiche.
 
Grazie Serena per aver risposto alle mie domande ^.^



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