mercoledì 14 giugno 2017

Opinione: Paper Princess, di Erin Watt

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Un patto che nasconde più di un segreto.
Un sogno fragile come carta.
Una passione che non darà tregua.

A diciassette anni, Ella Harper ha già imparato a sbrigarsela da sola. Sempre in fuga, dalle difficoltà economiche e dagli uomini sbagliati di sua madre, si è districata tra mille lavori per riuscire a far quadrare i conti, studiare e costruirsi un futuro migliore. Finché, un giorno, nella sua vita compare un certo Callum Royal. Distinto ma deciso, nel suo costoso abito di sartoria, dice di essere il migliore amico del padre, che lei non ha mai conosciuto, nonché il suo tutore legale. In quanto tale, sarà lui d'ora in poi a sostenere le spese per il suo mantenimento e la sua istruzione, a patto che Ella accetti di vivere con lui e i suoi cinque figli. Ella sa che il sogno che Callum Royal sta cercando di venderle è sottile come carta. Ed è diffidente e furiosa. Ma ancora di più lo sono i fratelli Royal. Easton, Gideon, Sawyer, Sebastian e... Reed. Magnetici e pericolosi, non mancano di farla sentire un'intrusa: lei non appartiene, e non apparterrà mai, alla loro famiglia. E a nulla valgono i tentativi pacificatori di Callum. Ella però non è certo il tipo che si lascia intimorire, e le scintille a casa Royal non tardano ad arrivare. Soprattutto dopo un bacio rubato, che innescherà un'inarrestabile spirale di rabbia, gelosia e desiderio. Per non scottarsi, Ella dovrà imparare presto le regole del gioco...

  Dopo lo straordinario successo negli Stati Uniti, dove ha conquistato le lettrici e i vertici delle classifiche, diventando bestseller n.1 del New York Times, Paper Princess arriva finalmente in Italia. Già acclamato come il nuovo fenomeno editoriale dell'anno, è in corso di pubblicazione in 20 Paesi e in Germania ha esordito nella Top10 dei libri più venduti.

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Un libro che mi era stato consigliato e che avevo preso in lingua originale, perché non pensavo sarebbe stato tradotto...invece è diventato tanto popolare da riuscire ad approdare anche in Italia salvandomi da una lettura lenta in lingua e probabilmente anticipandola di parecchio.
Ne ho sentite molte ancora prima del suo arrivo. Se ne parlava benissimo, ma non mi sono mai informata più di tanto sulla storia (non ho neanche letto bene la trama, andando sulla fiducia).
E come tutto, c'è anche il rovescio della medaglia: o lo si ama o lo si odia, diciamo.
I pareri sono opposti e, anche per questo, l'ho preso in mano per leggerlo e capire (da me) chi possa "avere ragione".
(Non è una gara, ognuno ha le proprie opinioni...ed io "dovevo" avere la mia)

L'ho divorato!
Blocco del lettore "sta cippa" (scusatemi questo passaggio volgare), ma ultimamente ci metto secoli a finire certi libri e questo l'ho finito in una giornata, nemmeno.
Scorre tantissimo e ammetto la bravura della scrittrice in questo: le pagine volano!
Non ti accorgi di essere arrivato alla fine e voler leggere altro, per scoprire come andrà avanti la storia.

Eppure ci sono alcuni "MA".
Una delle cose più discusse (e con cui mi trovo d'accordo) è il fatto che sembri un romanzo che punta ad un target basso, di ragazzini (13/15 anni). E lo trovo ridicolo.
No, non mi riferisco al sesso. Quello lo si trova ovunque ormai e non è taboo per nulla.
Mi riferisco ai contenuti più difficili e minuziosi che sono sparsi, in particolar modo, tra i primi capitoli (sessismo, maschilismo, bullismo, molestie più o meno velate,..) e che possono non essere compresi appieno da menti giovani.

Vi faccio alcuni esempi parlandovi un pochino della storia.
La protagonista è una ragazza sveglia e intelligente, che ha imparato a cavarsela da sola con ogni mezzo a disposizione. Si chiama Ella e ha 17 anni.
E qui potreste dire: è giovane, quindi perfetta per i giovani....no!
Lei è una donna matura per la sua giovane età, una ex bambina che è cresciuta in fretta per la vita che ha dovuto fare con la madre: scappare di città in città per sopravvivere, cercando lavoro e nuove case, e scuole.
Dopo la prematura morte della madre lei resta sola ed è costretta a fare un lavoro "degradante" per mantenersi: la spogliarellista.
Ho messo "degradante" tra virgolette perché viene ritenuto da chiunque qualcosa di sporco, di osceno, paragonabile alla prostituzione o peggio.
In realtà se ne parla piuttosto maturamente nel romanzo (attraverso Ella), mostrandolo come un lavoro come un altro a cui lei era costretta per poter sopravvivere.
Si mostra anche l'altra faccia della medaglia, quando approda in una scuola Snob e pettegola: il bigottismo che lo vede come un lavoro da puttane e nulla di più, per cui chi lo fa è troia e stop...quindi potete immaginare gli appellativi e cosa può aspettarsi la protagonista.

Un giorno qualunque Ella viene chiamata in presidenza dove c'è un uomo, Callum Royal, che dice di essere il suo tutore e che deve andare con lei.
Qui mi sono venuti i brividi!
Un uomo, mai visto prima, si presenta a scuola pretendendo di portare via un'alunna...e il preside non muove un muscolo? Capisco che abbia delle carte, ma fidarsi ciecamente?
Follia pura!
Va beh, abbiamo Ella che è intelligente e decide di scappare, perché (ovviamente) non si fida.
Sola al mondo e minorenne, non vuole nessuno che la possa ingabbiare, soprattutto uno sconosciuto che non ha mai visto e non ha idea di cosa possa volere da lei.

Impacchetta la sua vita in uno zaino e va a lavorare per l'ultima volta, così da avere qualche soldo in più per la fuga...ma qui viene rintracciata da Callum e rapita.
Esatto. La carica su una spalla e la porta via.
I buttafuori non muovono un muscolo e nemmeno il suo capo.

Solo in macchina inizierà a rivelargli alcuni dettagli: lui e il suo vero padre erano amici molto stretti.
Ha scoperto di avere una figlia solo quando la madre è morta e, nonostante volesse ritrovarla, ha avuto un incidente ed è morto anche lui, lasciando a Callum il compito di prendersi cura di lei.
L'ha trovata con molta fatica e la vuole portare a casa sua con se per onorare l'ultimo desiderio dell'amico.

Ella è dubbiosa, ma un patto le farà cambiare idea: per ogni mese che resterà con lui le darà diecimila dollari. Più degli extra se continuerà a studiare. Il suo sogno!
Infatti ha sempre sperato di tirarsi fuori dalla "strada" studiando e andando al College.
Così accetta, ma scoprirà ben presto che il mondo luccicante nasconde parecchie insidie a partire dai suoi fratellastri: 5 Royal viziati e arroganti, che la tormenteranno fin dal primo istante. Per non parlare della scuola, dove i pettegolezzi viaggiano veloci....

In generale la storia non mi è dispiaciuta, ma sono alcuni passaggi che penso siano adatti a persone adulte o che possano avere influenze negative, se non si sa vedere il problema.
Lei effettivamente si "vende" a questa famiglia. Per dei soldi sta alle regole del padre e subisce angherie dai fratellastri...
E' sottile capire la mentalità di lei e che il messaggio "se sei disperata, venditi" può essere una lama a doppio taglio. Fa parte della trama, ma non è un messaggio che deve passare.

Oltre alle cose dette sopra, i fratelli ci proveranno con lei, quasi al limite della molestia sessuale, pur di farla scappare via.
C'è un tira e molla molto fastidioso con uno dei fratelli per cui lei inizia a sbavare da subito, che farà di tutto per sfotterla, umiliarla...eppure nonostante la rabbia, ci sarà sempre un pensiero positivo nei suoi confronti ("ma quanto è bello").
Saranno piccolezze, ma se uno le vede come tali (cose inappropriate) e capisce che è solo un libro va bene, altrimenti no!

Fortunatamente Ella è un personaggio piuttosto forte (e non me lo aspettavo!).
Riesce a mettere al suo posto chiunque la tratti male, facendosi forza e coraggio.
In un mondo di "amori" dove lei è la "principessa" da salvare, qui abbiamo una donna che si salva da sola (il più delle volte). Ci sono cliché, ma per fortuna pochi.

La sola pecca è il marcheting che ne viene fatto.
La cover, la trama,....sembrano puntare ad un pubblico troppo giovane per questo libro.
E la cosa non mi piace.

Per il resto aspetto il seguito perché ormai sono curiosa di vedere come andrà avanti, il finale neanche troppo prevedibile, fa sperare in un seguito altrettanto buono come il primo.
Spero solo non ci siano altri cliché tristi e banali.

Fatemi sapere le vostre impressioni a riguardo

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