venerdì 7 luglio 2017

Opinione: La Figlia Di Odino, di Siri Pettersen

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Il viaggio di Hirka, una ragazzina di quindici anni dai capelli rosso fuoco, inizia quando, morto il padre girovago e guaritore, si ritrova completamente sola al mondo e costretta a fare i conti con la propria identità di "diversa": vive infatti tra persone del tutto simili a lei tranne che per la coda, elemento distintivo di tutta la stirpe di Ym, di cui lei è priva. Hirka conosce i poteri miracolosi di alcune erbe e cura con generosità chiunque le si rivolga. Ma il suo altruismo è ricambiato con distacco, diffidenza e talvolta disprezzo, anche da parte di quelle persone che dovrebbero esserle amiche. A Hirka manca anche altro: non sa evocare e non è in contatto col Dono, un'energia che scorre in tutto ciò che esiste. La ragazzina sa che presto verrà messa alla prova durante una cerimonia iniziatica, il Rito, cui tutti i quindicenni degli undici regni di Ymslanda sono obbligati a partecipare, e ha paura di essere smascherata e punita per questa sua inadeguatezza. Ymslanda è governata dal Consiglio, formato dai rappresentanti delle dodici famiglie più potenti, che ha sede ad Eisvaldr, cittadella piena di torri e cupole scintillanti. Al di sopra di loro ce soltanto il Veggente, un misterioso corvo accudito e riverito come una divinità. Il potere, però, è intessuto di menzogne, rivalità e favoritismi. C'è anche chi, per accrescere il proprio ruolo, fa uso di sortilegi e stregonerie, accusando Hirka, una cosiddetta "figlia di Odino", di aver lasciato che gli Orbi, creature mostruose e letali, invadessero Ymslanda attraverso i cerchi di pietra. In breve tempo, Hirka e Rime, erede ribelle di una delle più importanti famiglie del Consiglio e amico d'infanzia della ragazza, si troveranno a combattere fianco a fianco, ciascuno alla ricerca della propria identità, per sconfiggere gli abusi e svelare i terribili segreti che hanno segnato il destino di entrambi...

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Bello, Bello, BELLO!
Era da non so più quando tempo che non mi capitava tra le mani un libro che mi catturasse tanto e mi portasse a rallentare il mio ritmo nella lettura. Infatti sono stata lunghissima nel leggerlo, ma chiudendolo sono stata felicissima e curiosa in modo assurdo riguardo il prossimo libro (o i prossimi, trattandosi di una trilogia).
E l'ho concluso...poco fa!
Mi trovo a parlarne immediatamente (andrà online tra poche ore infatti, avendo superato la mezzanotte) perché: devo parlarne.
Lo sento ancora dentro la testa che mi tortura, con la sua storia davvero straordinaria.
600 pagine che non pesano nulla, una volta chiuso il volume; tutt'altro, si vorrebbe quasi che continuasse....

La storia parla di Hirka, una giovane donna che vive con il padre, reso da poco storpio da un'incidente, ed entrambi sono curatori molto famosi nel villaggio di Elveroa. Ma la sua vita è molto difficile perchè, rispetto agli altri abitanti di quel mondo, lei non ha la coda e viene costantemente presa in giro ed insultata per qualcosa di cui non è colpevole, avendola persa per un attacco dei lupi.
Forte, indipendente e coraggiosa, non si è mai arresa davanti a niente e nessuno, ma quando compirà quindici inverni la vita la metterà a dura prova per l'avvicinarsi del Rito, che cambierà tutto.

Lei infatti è cieca al Dono, una cosa che accomuna tutti gli abitanti di Ym. Non si è mai posta il problema più di tanto, fino a quando il padre le racconta chi sia in realtà e da dove arrivi, mettendola di fronte ad una verità davvero pericolosa che può costarle la vita se scoperta.

Ma saremo solo all'inizio delle sue peripezie, perchè al villaggio è tornato Rime, un amico di Hirka nonostante la sua stirpe di sangue "nobile" per cui dovrebbe essere superiore agli altri; infatti tutti i suoi predecessori sono stati membri del Consiglio (dodici famiglie importanti che governano il paese, sotto la guida del Veggente) come la nonna di Rime, che vorrebbe lasciargli il suo posto alla sua morte. I due hanno sempre avuto un rapporto speciale, di rivalità e di affetto, cresciuti sfidandosi e giocando, che però inizierà a cambiare quando lui (tornato a "casa" tre inverni dopo il suo Rito) ha deciso di intraprendere una strada potenzialmente molto rischiosa.

La narrazione ha come protagonista Hirka (e non è difficile intuirne i motivi), ma viene anche vista (principalmente) attraverso gli occhi di Rime e di un giovane membro del consiglio, arrivista e arrogante, Urd.
Ci mostreranno entrambi le loro scelte e cosa comportano, attraverso due prospettive molto diverse della vita e dei valori.

Attraverseremo vari regni di Ymslanda, da Foggard, a Manfalla, fino a Ravnhov.
Per ora ci muoveremo solo nella parte centrale della mappa (che ho guardato solo alla fine del libro, tanto i nomi me li sarei scordati e controllare ogni volta mi avrebbe solo stufato), quindi si prospetta interessante il futuro, se si amplierà la conoscenza lungo tutto il regno.

Misteri ed inganni, paura e speranza, azione e calma, si mescolano fin dalla prima pagina, creando un romanzo unico ed un fantasy davvero bello da leggere.
Spero che Multiplayer porti (presto!) gli altri volumi in Italia.
Sono felicissima di averlo potuto leggere grazie a loro e non vedo l'ora di scoprire cosa accadrà ai personaggi, dopo un epilogo che lascia il cuore in gola...
Consigliatissimo!!!

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