giovedì 7 settembre 2017

Opinione: Strider. La Grande Foresta, di Andrea Grassi

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Un tempo vi fu una guerra terribile, un conflitto tra gli uomini... e qualcos’altro.
La Storia è un susseguirsi d’invasioni e soprusi, ma nessuno era preparato ad affrontare ciò che uscì dalla nebbia che un giorno avvolse il Nord. Da quel momento qualcosa cambiò per sempre, nel mondo e nelle persone.
Ma, per due ragazzini di quello che potrebbe essere l’ultimo villaggio ancora esistente, la Nebbia Nera ed i guerrieri conosciuti come Strider sono solo vecchie storie…
Fino a quando un orfano senza alcuna memoria del proprio passato sconvolge le loro vite, perché la Progenie non è solo un ricordo e la guerra… forse non è mai davvero finita.

Nuova edizione del primo episodio della saga fantasy scritta e ideata da Andrea Grassi, ora arricchita dalle illustrazioni inedite di Ivan Calcaterra.

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Circondato da un'enorme foresta c'è il piccolo villaggio di Cori, dove sono cresciuti Elana e Ian, due ragazzini molto amici che un giorno vanno a caccia...o meglio, Elana segue Ian per tenerlo fuori dai guai, mentre lui vuole andare ad uccidere un'enorme creatura che aveva sconfinato nel villaggio il giorno prima. Quando riescono a rintracciarlo però non riescono ad ucciderlo perché si trovano davanti qualcosa di assurdo: un ragazzino come loro, svenuto, vicino a quel "mostro".
Messa in fuga la creatura i due vanno dal ragazzo, vestito di stracci e coperto di sporcizia, che non ricorda nulla del suo passato. Nemmeno il suo nome. Sarà Elana a chiamarlo Nora (come il suo cagnolino perduto) e a lui piacerà da volerlo tenere. Tornando al villaggio viene accolto come una novità e ci mostrerà attraverso i suoi occhi com'è fatto e i suoi abitanti.
Accolto in casa di Elana e della madre, si rende utile da subito aiutandole facendo commissioni e quella vita inizia a piacergli, nonostante i battibecchi con i nuovi amici.
Elana è la tranquilla del gruppo, Ian il più scalmanato e vuole a tutti i costi dimostrare di essere coraggioso e forte, cosa che metterà i due maschietti spesso in competizione.
 
Una mattina partono insieme per mostrare a Nora un bel posto poco lontano dal villaggio, ma qualcosa spunta dal nulla e li attacca. Qualcosa che paralizza chiunque li veda per la prima volta e che non ricorda nulla di vagamente naturale. Qualcosa che, come scopriranno presto, arriva da un passato e da una guerra che pensavano di aver lasciato alle proprie spalle, tra Strider e le creature della Nebbia Nera.
Da quel momento tutto cambierà per quei giovani, ritrovandosi coinvolti in qualcosa molto più grande di loro che li obbligherà a partire e scoprire che ciò che gli veniva raccontato al villaggio erano bugie: non sono soli.
 
Una storia piuttosto scorrevole e che è solo il principio, il primo capitolo di una duologia dedicata a questo mondo. Una volta entrati nelle dinamiche e nella storia si fa fatica a staccarsi dalle pagine, che mostrano un mondo interessante e nuovo.
Sono straordinari i disegni messi tra le pagine, che permettono al lettore di farsi un'idea migliore dei personaggi di cui si parla durante la lettura.
Una pecca è che risulta breve e a volte si sente che la storia è troppo veloce; un ritmo più lento in alcuni punti forse avrebbe permesso qualche approfondimento, lasciando il tutto più armonico.
Resta comunque una bella lettura, un fantasy originale e piacevole.


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