venerdì 13 aprile 2018

Opinione: Fahrenheit 451, di Ray Bradbury

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Montag fa il pompiere in un ondo in cui ai pompieri non è richiesto di spegnere gli incendi, ma di accenderli: armati di lanciafiamme, fanno irruzione nelle case dei sovversivi che conservano libri e li bruciano. Così vuole fa legge. Montag però non è felice della sua esistenza alienata, fra giganteschi schermi televisivi, una moglie che gli è indifferente e un lavoro di routine. Finché, dall'incontro con una ragazza sconosciuta, inizia per lui la scoperta di un sentimento e di una vita diversa, un mondo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della imperante società tecnologica.

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Già quando ho scoperto "L'Uomo Illustrato" ho amato Bradbury alla follia.
Una raccolta di storie intense, folli, ma tutte straordinarie.
Potevo farmi scappare altro di suo? Ovviamente no.
Ci ho messo un po' di tempo prima di iniziarlo, ma ho divorato anche questo suo romanzo che, sebbene mi abbia lasciata perplessa, mi è piaciuto moltissimo.
Un distopico davvero interessante che ci porta in un mondo simile al nostro ma completamente folle (dalla mia ottica).
Per prima cosa, il mestiere che fa Montag: il pompiere.
Vi chiederete cosa ci sia di così strano. Beh, in questo mondo il pompiere non spegne il fuoco, lo appicca. E il carburante preferito sono i libri.
Esatto, la legge proibisce di averli e se qualcuno denuncia, e ne trovano, danno fuoco all'intera abitazione.

Entriamo in questa vita piatta, dove lui stesso si trascina senza capire cosa ci sia che non vada, fino ad una notte qualunque in cui incontra Clarisse. Una ragazzina strana e felice di esserlo, cresciuta in una famiglia bizzarra rispetto alla norma. Lei fa domande, è curiosa, vuole capire come funzionano le cose e cosa pensi la gente. In un mondo dove tutto questo non è accettato.
Montag ne è subito attratto, per questo spirito così forte e gentile, portandolo a rivalutare la sua vita.
Abita in una casetta con la moglie, la quale si è fatta installare due "conchiglie" alle orecchie per esser sempre collegata alle novità e notizie (gossip), oltre all'essere ossessionata per la superficialità e pretendere sempre più schermi giganti per poter seguire i giochi o programmi televisivi che ama alla follia. Riguardo il marito? Le interessa poco, basta che porti i soldi a casa per stare al passo con le novità.

In questo mondo così assurdo e che punta solo al non far pensare la gente, per la prima volta lui si metterà a pensare alla sua vita e a cosa vuole continuare a fare per il resto dei suoi giorni. Cosa che potrebbe portarlo a rischiare grosso, ma a lui non importa più nulla dopo alcuni episodi che lo hanno scosso profondamente; durante una notte di fuochi ruba un libro e lo porta a casa sua, per leggerlo e capire cosa ci trovi la gente in tutto quello.
Inutile dire che sarà un altro passo fatto verso il pericolo...

Una storia incredibile e molto bella, che fa riflettere su cosa si è disposti ad accettare per "vivere" sereni e tranquilli pur di non mettere in discussione nulla, facendoci dire cosa abbiamo bisogno e desiderarlo alla follia, senza dover pensare per nulla e trascinandoci senza volontà propria in questa vita. Mette anche in mostra il poco che ci sia voluto a trasformare un mondo normale, come il nostro, in tutto questo. La codardia e l'indifferenza generale che hanno portato alla distruzione dei libri e a declassare la loro importanza, oltre a tutto il resto.

Il finale è una nota agrodolce che non ho appreso in pieno e che mi ha fatto storcere il naso, poiché è particolare e (purtroppo) da una giusta conclusione al tutto, evidenziando ancora una volta la natura umana e le sue debolezze/forze.

Non può mancare come lettura da fare almeno una volta nella vita!  

1 commento:

  1. Adoro Bradbury ❤️😍 Ti consiglio “Ca qualche parte suona un’orchestrina”, un racconto contenuto in “Ora e per sempre”! Bello

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