mercoledì 22 novembre 2017

Opinione: Ready Player One, di Ernest Cline

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Wade è un diciottenne solitario, sovrappeso e nerd fino al midollo: non c'è film, gioco di ruolo o videogame di oggi o di ieri che non conosca come le sue tasche. Orfano dei genitori in un 2045 devastato dalla crisi ambientale e dalle diseguaglianze sociali, vive con la zia all'ultimo piano di un bizzarro, fatiscente "trailer park" verticale. L'unica fonte di evasione, per lui e per gli altri miliardi di persone che popolano il pianeta ferito, è Oasis, lo sterminato universo virtuale a cui si accede grazie a un visore e un paio di guanti aptici. Quando il creatore e proprietario di Oasis, James Halliday, noto cultore e nostalgico degli "innocenti" anni Ottanta, muore, per Wade è l'occasione di riscatto: chi meglio di lui può sperare di risolvere la serie di enigmi che Halliday ha nascosto all'interno dei mitici videogiochi della sua infanzia? Ma la I.O.I., multinazionale potente e spregiudicata, non ha alcuna intenzione di vedersi surclassata da uno sprovveduto qualunque, e, pur di mettere le mani su Oasis, si prepara a giocare una partita che più sporca e disonesta non si può.

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Un libro bello e particolare, che però ho faticato a finire semplicemente per la mole di dettagli che Cline ha inserito nel romanzo (cosa ostica per me).
 
La storia di base è piuttosto semplice, anche se avvincente: Wade è un ragazzo disadattato: solitario, nerd, sovrappeso, vive nel 2045, orfano, abita con la zia ed altre persone in un piccolo "appartamento", ovvero una specie di roulotte; solo che per massimizzare gli spazi, in questo futuro superaffollato, queste roulotte sono messe l'una sull'altra e concentrate in spazi molto piccoli. Ma purtroppo se sei povero ti devi adattare.
Ed è così che vive Wade, adattandosi e sopravvivendo a quel mondo che sta andando alla rovina, con unico appiglio OASIS: una piattaforma che permette agli utenti di connettersi gratuitamente online in un mondo tutto digitale. Per lui, come studente, anche la consolle è stata data gratuitamente e ringrazia di questo ogni giorno, perché è la sua valvola di sfogo ed uno dei motivi per cui trova una ragione per svegliarsi ogni giorno. Oltre che navigare in quel mondo, limitato al solo "pianeta scuola" (visto che non può permettersi di pagare i "viaggi"), può accedere a videogame, film, telefilm, e moltissimo altro materiale che sta accumulando per portare a termine La Caccia.
 
Cinque anni prima è morto uno dei creatori di Oasis, lasciando un testamento particolare: ha creato una Caccia online, disseminando indizi per trovare tre porte e chi le avesse superate avrebbe avuto diritto a riscattare tutto il suo patrimonio e sarebbe diventato il nuovo "capo" di Oasis.
Questo ha creato un caos a livello mondiale, in cui per tutti quegli anni i fan di Halliday hanno cercato in ogni modo di decifrare il primo indizio per trovare la prima porta, ma niente sembra funzionare e il mistero resta nell'ombra, fino ad una giornata qualsiasi in cui Wade capisce qualcosa e da inizio ad una serie di eventi che porteranno lui, ed altri suoi amici, a finire nel mirino della I.O.I., una società che tenta in tutti i modi (soprattutto scorretti) di risolvere gli enigmi ed entrare in possesso di Oasis, per poterla sfruttare in ogni modo possibile.
 
Un universo particolare quello creato da Cline, che si muove in un futuro ossessionato dagli anni '80, perché Halliday ne era così fissato da trasmettere queste conoscenze attraverso i suoi "diari" e fomentando la conoscenza di quegli anni.
Infatti il romanzo è strapieno di riferimenti a questi anni, riguardo canzoni, film, telefilm, giochi,....oltre che tantissime altre nozioni riguardo il mondo futuristico, le varie compagnie, Halliday stesso e molto altro.
Per questo motivo la lettura, nel mio caso, è stata rallentata e un po' fiacca in alcuni punti.
Troppi, troppi dettagli che potevano essere omessi, a mio parere, che intralciano e rallentano lo scorrere della storia.
 
Ma oltre a questo c'è anche altro, si parla di solitudine, di isolamento (perché questi protagonisti vivono online e non nel mondo reale), si parla anche di amicizia e lealtà.
Ci sono diverse tematiche interessanti che, anche se non apertamente, danno buoni consigli.
Una pecca (che, purtroppo, mi trovo spesso tra i piedi) è il finale.
Banale e scontato. Un vero peccato, anche se ammetto che era abbastanza giusto dare quella fine.
 
Lo consiglio a chi ama i distopici, le storie ambientate in un mondo simile al nostro eppure diverso; a chi ha amato gli anni '80 e cerca un po' di fantascienza; a chi piacciono le storie ambientate nei videogame, qui se ne parla moltissimo;....
Non sono pentita di averlo letto, anzi.
Però, se come me non amate il "troppo", preparatevi perché vi farà "faticare". 

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