The Handmaid's Tale 2 stagione

 
Seconda stagione: 13 Episodi
In onda dal 25 Aprile 2018 (i primi due)

Interpreti e personaggi
Elisabeth Moss: June Osborne / Difred
Joseph Fiennes: comandante Fred Waterford
Yvonne Strahovski: Serena Joy Waterford
Alexis Bledel: Emily / Diglen / Disteven
Madeline Brewer: Janine / Diwarren / Didaniel
Ann Dowd: zia Lydia
O. T. Fagbenle: Luke Bankole
Max Minghella: Nick Blaine
Samira Wiley: Moira
Amanda Brugel: Rita




ATTENZIONE PER CHI NON HA VISTO LA PRIMA STAGIONE
NE LE PRIME DUE PUNTATE POTREBBERO ESSERCI SPOILER

La prima serie si era chiusa con June incinta a bordo di un'auto, senza sapere la destinazione ne cosa l'attenderà al suo arrivo, ma con la speranza della libertà ad attenderla. In parallelo con il romanzo, si chiudeva anche la stagione.
Dopo quel momento il vuoto per tutti....
Si ricomincia dalla apertura delle porte, June a ritrovarsi insieme a tutte le altre ancelle, prelevate dall'esercito, costrette al silenzio con un bavaglio e portate nel mezzo di un campo da baseball....ma il peggio è quando June (come le altre) si rende conto di cosa è stato allestito in quel luogo: tre enormi strutture per l'impiccagione di massa.
Sono state disubbidienti e quella è la loro punizione.


Una scena forte, che coinvolge e ti butta a terra. Strepitosa la recitazione di Elisabeth che riesce a dare con il solo sguardo vita alle emozioni che la travolgono ad un passo dalla morte.

 Uno scatto, le botole cadono...ma di pochissimo, facendo assaggiare alle ancelle il potere che ancora aleggia sulle loro teste e cosa può comportare la ribellione. La punizione non è finita, tranne per June che viene risparmiata perché incinta. Lei che aveva dato vita a tutto.
Torna anche Zia Lidia, con la sua visione distorta, il suo crudele senso di giustizia. Odiosa!

Ma c'è speranza. Alla visita di controllo del bambino, qualcuno le da l'occasione per scappare. Esiste una rete che porta in salvo le donne e June è entrata in questo ingranaggio, lento ma l'unica speranza per fuggire da tutto.
Una piccola scintilla che rivela l'esistenza della resistenza, silenziosa, ma che continua a muoversi.




La seconda puntata invece ci mostra per la prima volta le Colonie. Un luogo maledetto, avvelenato, dove rivediamo una delle protagoniste della prima stagione e che, con il suo coraggio e la sua forza, era stata costretta a subire cose terribili: Emily.
 
  

Vedremo la sua vita in quel posto, dove le radiazioni stanno lentamente uccidendo le donne che vi lavorano. Ex Ancelle e Marte, principalmente, obbligate a raccogliere la terra per potersi "pagare" il poco cibo per sopravvivere, vivendo stipate in vecchie case, dove Emily (grazie ai suoi studi) pratica un po' di medicina, aiutandole.
 
 

La cosa straziante è scoprire parallelamente la sua storia, prima che quell'utopia colpisse l'America e la costringesse a quella vita di schiavitù. Era una professoressa universitaria, dichiaratamente omosessuale, con una compagna ed un bambino. Ma le cose cambiano presto quando la legge inizia a farsi largo. L'essere gay viene visto sempre più come abominio e devono scappare, per sperare in una vita migliore e libera. Purtroppo però all'aeroporto si renderanno conto che non hanno speranza, la legge è cambiata e il loro matrimonio non conta nulla, costringendole a separarsi e lasciando lei a terra.
 
 
Ricomincia, fra passato e presente, il racconto della vita di queste due forti donne che continuano a lottare contro questo sistema per sopravvivere e tentare la fuga, sperando di rivedere i loro amati cari.
 
 
 
 
Spero questo livello continui, anche se hanno dato uno standard così alto che può esser difficile (anche se non impossibile), poiché è questa la potenza del telefilm, la forza della storia così incredibile ma paurosamente realistica; violenta come un pugno allo stomaco, ma incredibilmente bella.
Continuerò la visione, settimana dopo settimana, attendendo curiosa e allo stesso tempo preoccupata. Spero ne varrà la pena.
 
L'unica pecca?
Che la Atwood sia consulente dietro la telecamera e non abbia scritto questa seconda stagione come romanzo. Avrei davvero voluto leggerlo!

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